Riconoscere Gesù negli altri. E agire

Come parla Dio? Parla davvero? Come si fa a capire cosa vuole da noi, da ciascuno? Ma da me, proprio da me. E poi, è davvero chiaro?! Queste domande sono molto comuni in tutti gli esseri umani che ammettano anche sono per ipotesi l’esistenza di Dio. Ancor più in chi voglia prenderLo sul serio e collaborare al Suo progetto personale e collettivo: sì perché Egli non ci lancia nell’universo per poi disinteressarsi di noi e tantomeno ci crea in tanti e tutti simili perché poi ognuno cresca isolato senza collaborare alla vita, anzi alla felicità, degli altri.

Dale e Susan Recinella, di passaggio a Torino, hanno rinnovato questi interrogativi in coloro che li hanno incontrati.

Avevamo incontrato Dale Recinella in occasione di una precedente visita in città, a Torino, ma questa volta è stato diverso. Insieme a lui c’era anche la moglie Susan, psicologo clinico, responsabile dei tirocini interni degli studenti della Florida State University e volontaria con i famigliari dei condannati a morte nelle carceri della Florida. La loro azione si completa in quella dell’altro. E questa volta sono stati ospiti all’Eremo per un momento di preghiera e un incontro aperto a tutti, ma in particolare ai giovani e ai giovani imprenditori della nostra città. La serata è stata occasione anche per presentare il loro nuovo libro  «Quando visitiamo Gesù in prigione – Una guida per l’assistenza spirituale cattolica», un vero manuale pratico per chi assiste spiritualmente i detenuti.

Susan e Dale hanno fatto breccia nei presenti come solo chi è davvero realizzato in Dio e nella propria umanità può fare. Hanno tanto da dire, e lo fanno con semplicità, pacatezza, qualche battuta e tanta serenità. Ne hanno viste tante: hanno o hanno avuto professioni di successo, ma soprattutto hanno saputo ascoltare la voce di Cristo che li interpellava e si sono messi all’opera per dare ciò che avevano, non tanto dal punto di vista materiale, ma dei loro talenti, di loro stessi. Perché si può dare solo ciò che si possiede.

Ma chi sono Dale e Susan Recinella? Sono innanzitutto un uomo e una donna, due sposi, che si sono lasciati interrogare da Dio e hanno cercato di rispondere alla sua chiamata, alla volontà di Dio su di loro. Sì, Dio ha un progetto diverso per ciascuno e per questo ci ‘dà in dotazione’ doni, talenti, caratteristiche specifiche.

Nel loro caso la ‘chiamata’ ha avuto origine da un evento specifico, forte, traumatico. Ma Dio non agisce sempre così e comunque lo fa in modo diverso per ciascuno. Dio non è mai invadente, Egli si propone a noi e durante gli eventi della vita ci passa accanto e ci parla attraverso le consuetudini, i buoni incontri, le occasioni di Bene.

Sta a noi allenarci ad ascoltare la Sua voce, a distinguerla dalle altre –anche buone ovviamente! – che ci circondano. Proprio come propone il Vangelo di Giovanni al capitolo 10. Egli è il Buon Pastore, che ama e vuole in bene delle sue pecore ed esse lo sanno e gli vanno incontro quando riconoscono la Sua Voce.

Dale e Susan colpiscono chi li ascolta perché hanno ricevuto uno scossone –una notte tra la vita e la morte a causa di un batterio letale ingerito con un’ostrica e miracolosamente svanito al mattino quando Dale aveva già salutato moglie e figli preparandosi ad attendere la morte– e non hanno fatto finta di non capire.

Da circa 25 anni lavorano con i detenuti condannati a morte nelle carceri della Florida –Dale come cappellano cattolico laico esterno, Susan come supporto psicologico dei loro famigliari– ma questa scelta di vita e volontariato non è stata immediata. Come singoli, come coppia e come famiglia –hanno cinque figli e oggi uno stuolo i nipoti– si sono chiesti come ricambiare il Bene ricevuto da Dio. Dapprima hanno operato con i malati terminali, poi sono giunti a discernere che la loro chiamata specifica era l’assistenza spirituale ai condannati a morte.

Il discernimento è stato possibile perché hanno fatto spazio a Dio: si sono messi in ascolto. Con la preghiera, personale e comunitaria, e con l’assistenza spirituale di un sacerdote.
Hanno fatto silenzio. E hanno guardato in concreto le proposte di Dio. Dio non è mai un illusionista: ci fa proposte concrete attraverso gli eventi della nostra vita, le persone che incontriamo e le nostre capacità. Ci dà la dotazione necessaria per essere realizzati singolarmente e per essere complementari alla realizzazione degli altri.

Il nostro impegno è metterci a tu per tu con lui, in sincerità e disponibilità. Ascolto, Silenzio, Preghiera sono le chiavi del discernimento, nelle piccole e nelle grandi decisioni della vita. A tu per tu sì, come come con un caro amico, anzi con Colui che ci ha creato e ci ha voluto fin dal’eternità, e proprio così come siamo.
San Paolo nella Lettera ai Corinzi ci ricorda di non aspirare a cose più grandi di noi: quando una chiamata arriva da Dio a poco a poco Egli apre la strada, ma non con facilità ed eventi mirabolanti, ma con costanza di preghiera e di lavoro. Egli vuole lavorare al nostro fianco, vuole che entriamo in intimità con lui per conoscere i progetti a cui vuole che lavoriamo nella vita di tutti i giorni.

2019-06-05T18:06:00+02:00